#Bios – Alla scoperta di John Burroughs

Alla scoperta di John Burroughs

Probabilmente i nomi Walt WhitmanHenry David Thoreau e Ralph Waldo Emerson vi dicono qualcosa. Forse li avete sentiti nominare a proposito del film Into the Wild di Sean Penn (2007). Forse sono stati citati durante un incontro il cui tema era il trascendentalismo. Forse, nella vostra libreria, trova posto Walden, un libricino che Thoreau pubblicò nel 1861 facendo la felicità di generazioni di escursionisti e amanti della natura incontaminata. Al contrario, il nome John Burroughs potrebbe suggerirvi meno, forse nulla.

Burroughs (1837-1921), originario dello stato di New York, scrisse in vita oltre 300 saggi, la maggior parte dei quali riguardanti la natura (sì, erano gli anni in cui negli Stati Uniti andava forte la “wilderness”). Dunque, a ragione, è considerato uno dei padri del nature essay, vale a dire il saggio a tema naturalistico; oggi è un genere letterario ben specifico, noto come nature writing (potreste incontrare questa etichetta appiccicata sui libri, ad esempio, di Fredrik SjöbergRobert Macfarlane; qui trovate un bel saggio di Gianluca Didino sull’argomento).

Edison_Burroughs_Ford
Da sinistra: Edison, Burroughs e Ford (1914).

Conobbe Walt Whitman (poeta, fra i padri letterari della nazione americana), John Muir (l’uomo che fondò il Sierra Club), Thomas Edison (l’inventore), Theodore Roosevelt (il presidente) e Henry Ford (il celebre industriale). Nel 1873 acquistò presso il fiume Hudson una proprietà e più tardi vi costruì una capanna (una delle celebri “cabin in the woods”), chiamata Slabsides, dove visse, scrisse e osservò senza sosta i suoi amati uccelli. Lettore di Darwin, Burroughs formulò alcuni concetti degni di nota, fra cui il cosmic chill, la sensazione di “abbandono cosmico” provata dall’uomo al cospetto di un universo noncurante.

Purtroppo la consistente opera di Burroughs non è stata pubblicata in Italia; si contano soltanto una manciata di pubblicazioni (fra cui il saggio sull’amico Walt Whitman, edito da Chiarelettere). A portare tra noi un frammento dell’autore americano ci ha pensato una piccola casa editrice di Milano, La Vita Felice. Grazie alla curatela e alla traduzione di Luca Castelletti, il cui lavoro è stato meticoloso, in libreria è possibile oggi trovare Il vangelo della natura (uno dei tredici saggi che compongono la raccolta Time and Change, la cui prima pubblicazione risale al 1912).

Risultati immagini per john burroughs il vangelo della natura

Mercoledì 12 settembre, ore 19, presso la Libreria Trebisonda di Torino, avrò il piacere di dialogare con Luca Castelletti a proposito di questo bellissimo libricino. Avremo modo di parlare di svariati argomenti, dato che il testo contiene innumerevoli spunti. Per cui: non mancate!

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