Il cardiochirurgo del secolo: René Gerónimo Favaloro

Nuovo libro, nuova scoperta (senza svenimenti!)

Non avevo mai sentito parlare di René Gerónimo Favaloro. In fondo, è comprensibile, dal momento che la storia della medicina è un campo di studi al quale mi sono avvicinato soltanto di recente. Come al solito, è stato un libro ad avermi regalato una nuova storia, un nuovo scorcio sul mondo. Ed è successo senza che mi impressionassi. Già, perché la storia di René Favaloro è la storia di un cardiochirurgo, di interventi a cuore aperto, di trapianti e di vene prese da una gamba e inserite nel petto per ripristinare una delle cose che mi impressiona di più: la circolazione sanguigna.

Una delle fotografie più famose di René Favaloro (fonte: Wikipedia Commons)

Ma chi è stato, in breve, questo chirurgo dal nome così bizzarro? La sua è una storia in tre atti, alla quale non manca un finale drammatico. Di nonni italiani, siciliani per la precisione, Favaloro nacque La Plata, in Argentina. Studiò medicina e per undici anni, dopo la laurea, venne mandato a fare il medico di campagna, il médico rural, in un paesino della Pampa dove non c’era nulla. Lì si formò davvero come medico, riuscendo a fare cose incredibili con i pochi mezzi a disposizione. Si guadagnò il rispetto dei contadini e degli allevatori, collaborando anche con levatrici e curatrici della zona. Poi, nel 1961, fece il grande balzo. Andò negli Stati Uniti, alla Cleveland Clinic, in Ohio. Qui, pochi anni dopo, il 9 maggio 1967, portò a termine con successo l’intervento che lo ha reso famoso: il primo bypass aorto-coronarico della storia. Diventato noto in tutto il mondo, tornò in Argentina, dove tentò di portare una medicina all’avanguardia. Non ci riuscì. Anziano, nel 2000, si uccise con un colpo di pistola al cuore. Si considerava solo, poco aiutato e strozzato dai debiti e da un paese in perenne crisi economica.

Il libro

Il libro che mi ha permesso di conoscere questa storia splendida e drammatica, è una biografia romanzata. Si intitola Il cuore di un uomo e sta arrivando nelle librerie in questi giorni per Rizzoli (qui la scheda). Fatemelo dire: è un libro davvero bello. All’inizio, devo confessarlo, ero un pochino scettico. Mi aspettavo una vera e propria biografia, non una sorta di romanzo. Dopo qualche decina di pagine mi sono dovuto ricredere: è un libro scritto benissimo, avvincente, drammatico e riesce a tratteggiare un ritratto dettagliato ed emozionante della complessa personalità di René Favaloro. Difatti non è un caso che l’autore, Luca Serafini, abbia già vinto il Premio Zanibelli nel 2000, quando il libro era ancora un manoscritto. Si tratta di un premio riservato a opere che trattano i temi della salute e della cura.

La copertina del libro di Luca Serafini edita da Rizzoli.

Questo libro mi è piaciuto così tanto che ho deciso di scriverne su La Lettura del Corriere. Il pezzo uscirà domani, già da oggi sull’app disponibile per gli abbonati. Si tratta di un articolo particolare, dato che ho unito questo libro a un altro, Materiali per la vita, in uscita per Bollati Boringhieri. I due testi si sposano, secondo me, a meraviglia. Nei prossimi giorni vi parlerò nel dettaglio pure di questo altro libro (in questo caso un saggio vero e proprio).

Vi lascio il link a un articolo de Il Post in cui è raccontata la storia di Favaloro. Lo trovate qui.

Foto di copertina: credits. Gatopardo.com.

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