Le meraviglie dell’archeogenetica

Una nuova disciplina

Ho avuto il piacere di leggere in anteprima il libro di Johannes Krause (genetista) e Thomas Trappe (giornalista scientifico) Storia dell’umanità per gente che va di fretta (il Saggiatore, traduzione di Silvio Ferraresi). Il titolo, dichiaratamente pop, cela l’interrogativo che è il cuore del saggio: chi siamo (geneticamente) noi europei? Grazie a capitoli concisi ma ficcanti, e numerose mappe dell’Europa ricche di frecce, date e linee del tempo, i due autori spiegano passo dopo passo le tappe fondamentali che hanno plasmato il genoma di chi abita il nostro continente.

Come hanno fatto? Be’, si sono (quasi) inventati una nuova disciplina: l’archeogenetica. Il termine è già di per sé esplicativo: i ricercatori che lavorano nel dipartimento diretto da Krause al Max Planck Institute di Jena tentano di ricostruire il DNA delle popolazioni che abitavano l’Europa durante le ultime fasi della cosiddetta Età della Pietra (per capirci: dalla fine dell’ultima glaciazione in avanti, circa 12.000 anni fa) tramite indagini molecolari e sequenziamento del DNA tratto dai ritrovamenti dei paleontologi. La novità però sta nel fatto che al loro fianco lavorano archeologi, epidemiologi e linguisti. Il risultato sono quindi dati solidi che raccontano in modo preciso i movimenti delle popolazioni del passato, in questo caso dell’Europa pre-storica.

Il libro sarà disponibile in libreria dal prossimo 8 ottobre.

Un libro sulle migrazioni (e sulle epidemie)

Quindi Storia dell’umanità per gente che va di fretta parla sì di geni, di ritrovamenti archeologici, di linguistica, ma non è tutto qui. Quello di Krause e Trappe è un grande ritratto delle migrazioni che interessarono quell’Europa, fenomeni che ci hanno resi ciò che geneticamente (e non solo) siamo. Il libro si sofferma in particolare sulle migrazioni che prima portarono nel nostro continente contadini capaci di coltivare e allevare (la cosiddetta “rivoluzione neolitica”) e poi popolazioni provenienti dalle steppe asiatiche, grandi cavalcatori e abili guerrieri.

Un paio di capitoli sono dedicati ai patogeni che gli esseri umani hanno portato con loro quando si spostavano. Sembra che in questo 2020 nessun libro sia esente dal nominarli, ma è andata proprio così. Fin da quando abbiamo iniziato a migrare, abbiamo rappresentato per batteri e virus degli ottimi mezzi di trasporto. Al punto che la storia delle epidemie sembra proprio che vada di pari passo con la storia dell’umanità.

Su La Lettura del Corriere della Sera in edicola da oggi (disponibile anche sull’app del supplemento) trovate un mio articolo dedicato a questo libro, in cui mi soffermo anche sulle digressioni politiche che questo libro, inevitabilmente, contiene dal momento che tocca un “tema caldo” (e attuale) come le migrazioni.

Il link

Di evoluzione umana mi sono già occupato in passato. È un argomento che mi affascina molto. Su Il Tascabile trovate una mia intervista a Telmo Pievani e Giorgio Manzi su un’altra “rivoluzione”, quella paleolitica. Cliccate qui.

Photo credits // Immagine di copertina tratta dal sito Ancient Origins. Resti umani ritrovati in una tomba neolitica (4500 anni fa), situata nei pressi di Uckermark, in Germania. Per eventuali diritti sull’immagine, contattatemi via mail.

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