I fuorilegge del mare

Due meravigliosi libri sul mare

Di recente ho letto due libri meravigliosi sul mare. Non celebrano gli oceani come luogo di libertà, dove è possibile vivere avventure memorabili e fare incontri incredibili. No, sono due libri che raccontano orribili verità. Che cosa è diventato il mare del XXI° secolo? È un luogo dove la vita di un pescatore vale molto meno del carico di pescato chiuso nella stiva. È un luogo dove i criminali sono sia pirati sia amministratori delegati in giacca e cravatta. È un luogo senza legge, con regolamenti controversi e facili da aggirare. È, insomma, una vera e propria frontiera.

I due libri sono questi: Oceani fuorilegge di Ian Urbina, uscito a maggio per la collana Strade Blu di Mondadori (qui la scheda). Urbina è un reporter del New York Times che ha passato 40 mesi a bordo di qualsiasi tipo di imbarcazione in tutti gli oceani del mondo. Ha raccontato la vita, spesso dura e misera, a bordo di pescherecci e navi mercantili, le difficili operazioni delle guardie costiere di mezzo mondo e la lotta senza quartiere portata avanti da alcune associazioni ambientaliste. Non contento, ho recuperato un libro che da tempo mi guardava dallo scaffale: Terrore dal mare di William Langewiesche (Adelphi, uscito nel 2005). Il tema è il medesimo, ma in questo caso si parla più che altro di sicurezza e rispetto delle leggi (in fondo, è un libro figlio dell’11 settembre).

Articolo

Di questi due libri e della situazione precaria per esseri umani e altri animali in mari e oceani ho scritto un articolo per La Lettura del Corriere della Sera (il numero del 7 giugno): L’ultimo Far West: i fuorilegge del mare.

La pesca

L’8 giugno sarà la giornata mondiale degli oceani. Quindi, oltre a dare un’occhiata a questi due libri e al mio articolo, vi fornisco qualche dato, tratto dal rapporto SOFIA della FAO, pubblicato nel 2018 (qui un riassunto). Sono numeri, ma se letti in modo attento, raccontano una situazione critica.

  • Numero di persone impiegate nel settore della pesca e dell’acquacoltura: 59,6 milioni.
  • Numero di pescherecci sul pianeta: 4,6 milioni.
  • Produzione ittica globale totale nel 2016: 171 milioni di tonnellate.
  • Quantità di produzione consumata dagli esseri umani: 151,2 milioni di tonnellate.
  • Il 33,1% delle specie ittiche viene pescato a livelli biologicamente insostenibili (40 anni fa la percentuale era sotto il 10%).
  • Pesca più insostenibile: Mediterraneo e Mar Nero (62,2% di stock sovra-sfruttati), Sud-est del Pacifico (61,5%), Atlantico sudoccidentale (58,8%).
  • Entro il 2030 la produzione combinata di pesca di cattura e acquacoltura crescerà raggiungendo 201 milioni di tonnellate (+18%).
  • Il più grande produttore ed esportatore di pesce al mondo: la Cina.

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Il link

Un settore in grande ascesa è l’acquacoltura, vale a dire l’allevamento di pesci a scopo alimentare o per produrre mangime per altri animali. Se siete interessati vi consiglio di leggere l’estratto del libro di Agnese Codignola, Il destino del cibo (Feltrinelli), pubblicato su Il Tascabile: qui.

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