Fridays For Future: un’intervista

Un nuovo sciopero per il clima

Oggi, 27 settembre 2019, le persone sono nuovamente in piazza in tutto il mondo per chiedere interventi concreti e rapidi per contrastare l’emergenza climatica. Fridays For Future, il movimento nato nel 2018 in seguito agli scioperi per il clima dell’attivista Greta Thunberg davanti al parlamento svedese, porta in piazza soprattutto giovani, dai 14 ai 25 anni.

Un fenomeno nuovo, mondiale e incisivo. Con buona pace dei detrattori, questo movimento è qualcosa di nuovo, di mai visto prima. Unisce i giovani, li sprona a pensare al loro futuro, a studiare per comprendere come la fase di trasformazione, indotta dall’uomo, del clima terrestre, capace di modificare in modo radicale, se non catastrofico, l’esistenza dell’uomo sulla Terra.

Ma chi sono questi giovani? Cosa pensano? Perché scendono in piazza? Quali sono le loro paure? Che cosa pensano dei leader della Terra e delle loro azioni, dei loro ritardi? Ho 32 anni. Questi manifestanti ne hanno 14 o 20. Stanno crescendo in un mondo diverso da quello in cui sono maturato io. Sono vicini a me, ma sento di non conoscerli bene. Per questo motivo ho deciso di parlare con uno di loro.

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Un’intervista su Esquire Italia

Ho parlato con Alexander Fiorentini. Ha 19 anni, da qualche giorno ha iniziato l’università. È un esponente di Fridays For Future Italia. Nella sua città, Forlì, ha creato un gruppo locale del movimento. Lo scorso anno è riuscito a portare in piazza 3500 persone (che per Forlì sono davvero tante).

Delle parole di Alexander, che potete leggere su Esquire Italia (trovate il link al fondo dell’articolo), mi ha colpito la forza e la determinazione. Ma anche il tono preoccupato quando mi ha raccontato delle paure che lui e tanti suoi coetanei provano nei confronti del futuro, incerto, che c’è di fronte a loro. Fridays For Future è un gran movimento, qualcosa di epocale, che unisce la collaborazione con realtà storiche dell’ambientalismo a nuove forme di protesta (Extinction Rebellion, per esempio).

Alexander sarà presente al festival di Internazionale, che si terrà a Ferrara dal 4 al 6 ottobre. Lì sarà protagonista di alcuni incontri, fra cui una chiacchierata con alcuni esponenti di spicco del movimento ecologista provenienti da Francia e Inghilterra: Maxime Lelong, l’organizzatore della prima Marcia per il Clima a Parigi, e Daze Aghaji, attivista di Extinction Rebellion.

Faccio un grande in bocca al lupo ad Alexander, a tutti coloro che scendono in piazza per protestare contro il ritardo nel contrastare i cambiamenti climatici e per denunciare l’indifferenza di chi non crede che questi problemi siano quanto di più serio dovrà affrontare l’umanità nel prossimo futuro.

Buona lettura, potete leggere l’intervista cliccando qui.

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