Teste di Medusa: il resoconto

Da tempo desideravo partecipare a un incontro del bookclub più elettrico di Torino: Teste di Medusa. Nato un paio di anni fa con l’obiettivo di rispondere a una domanda ben precisa, esiste una letteratura (al) femminile?, questo splendido gruppo si raccoglie una volta al mese intorno a un ospite, ascoltandone i consigli librari. Nelle prime due stagioni gli ospiti sono stati tutti librai. Io ho avuto l’onore e il piacere di inaugurare la nuova stagione, aperta a ospiti di altro tipo.

Di che cosa ho parlato? Be’, per un resoconto dettagliato rimando al post dedicato sul blog del bookclub: Un entomologo può tutto (lo trovate qui, ed è firmato da Annalisa Menin, una delle fondatrici di Teste di Medusa; grazie di cuore, Annalisa!). Io posso dirvi con tutta onestà che le persone incontrate, l’ambiente e l’atmosfera che si respira da Portmanteau (bravissima Nicoletta Daldanise, la padrona di casa!) sono fenomenali, probabilmente fra le realtà più belle che ho incontrato da quando mi aggiro inquieto nell’universo dei libri.

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Di che cosa ho parlato? Ho scelto un tema ben preciso: il racconto della guerra. Mi sono posto questa domanda: esiste una “maniera femminile” di narrare la guerra, fenomeno che, dall’alba dei tempi, è prettamente maschile, se non proprio maschio? Ho consigliato un libro nello specifico, ma per arrivarci ho preferito fare un percorso a tappe, consigliando altri libri che secondo me rispondono, tutti in modo diverso, alla domanda da cui sono partito. Ecco quindi i miei consigli (in ordine cronologico):

  • Martha Gellhorn, Il volto della guerra (Il saggiatore). Martha è stata una delle più grandi reporter di guerra del XX° secolo. Ha coperto i maggiori conflitti di quegli anni, a partire dalla guerra civile spagnola. Determinata, rigorosa e professionale, Martha scrisse centinaia di articoli dal fronte, raccontando la guerra con precisione e passione. Tuttavia, è spesso ricordata soltanto per essere stata la terza moglie di Ernest Hemingway.
  • Oriana Fallaci, Niente e così sia (Rizzoli). Su Oriana si è detto e scritto tanto. È stata, secondo me, una delle più grandi penne italiane del secolo scorso. Sul suo tramonto e sulle sue ultime pubblicazioni si può dire molto, ma nulla che possa togliere pregio ai capolavori che ha scritto durante la sua vita. Niente e così sia rimane uno dei più grandi libri sul tema della guerra che siano mai stati scritti.
  • Svetlana Aleksievič, La guerra non ha volto di donna (E/O). In molti si chiedono che cosa abbia reso grande questa giornalista dell’est, ossessionata dall’epopea sovietica, al punto da portarla al Nobel per la letteratura nel 2015. La risposta sta nei suoi libri, questo compreso. La volontà di restituire al mondo un mosaico di testimonianze che faccia da contrappeso alla “singola storia” del regime e della storiografia ufficiale.
  • Ritanna Armeni, Una donna può tutto (Ponte alle Grazie). È il libro che ho consigliato al bookclub, quello che secondo me riassume in un unico volume ciò di cui ho parlato durante l’incontro. È la storia delle Nachthexen (le “streghe della notte”), il 588° reggimento per il bombardamento leggero notturno sovietico, composto da sole donne e formato, insieme ad altri due, dall’aviatrice russa Marina Raskova. Quello della Armeni è un fantastico affresco, poetico e commovente, duro ed epico. La storia di un gruppo di donne che, nell’ora più nera del loro paese, vollero dimostrare di essere all’altezza, di valere più degli uomini nonostante mille difficoltà. L’autrice sarà a Torino mercoledì 6 marzo, alle ore 18, presso Cascina Roccafranca. Qui le info.

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Ho citato altri libri, alcuni soltanto di sfuggita. Trovate l’elenco completo nel post di Annalisa. Quello che ho detto alla fine del mio intervento lo ritengo di fondamentale importanza, per cui lo riporto anche qui. È importante leggere libri del genere, perché ciò a cui la guerra ci strappa è l’innocenza e l’ingenuità. La consapevolezza di cosa è accaduto è importante, il ruolo della storia e della testimonianza è proprio questo: rammentare alle nuove generazioni che il mondo, da un giorno all’altro, può scivolare nel caos.

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Ultima nota sul tavolo delle prelibatezze che sabato scorso ha contribuito a tenere a bada i nostri stomaci. Lo ha preparato Marzia Allietta. Grazie Marzia! Anche le foto che corredano questo e gli altri post riguardanti quel pomeriggio sono sue.

Che dire: partecipate! Partecipate agli incontri di Teste di Medusa! Qui il modulo per iscrivervi alla newsletter. Non ve ne pentirete!

 

 

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