Perché proprio questi cinque?

Manca un mese e mezzo – giorno più, giorno meno – all’inizio del primo corso griffato La Linea Laterale. Ve ne ho già parlato, vi ricordate? Trovate qui tutte le informazioni che vi servono per capire se presentarvi il giorno d’inizio, vale a dire il 16 novembre, davanti ai cancelli di Babelica (associazione affiliata ARCI che fa tante belle cose; potete spulciare il loro sito internet e la loro pagina Facebook). Il corso si chiama Vite da Romanzo: cinque vite, molti libri e un tema per serata. E questo post, allora, a che cosa serve? Serve a spiegarvi, come da titolo, perché ho scelto proprio di parlare di questi cinque!

Bruce Chatwin (1940-1989) // 16/11 //

La serata a lui dedicata avrà come tema il viaggio (ma va?). Perché ho scelto proprio lui? Ci sono almeno due ragioni. La prima riguarda il calendario: nel 1977 Chatwin vedeva pubblicato per la prima volta il libro che lo rese poi famoso, vale a dire In Patagonia. Si tratta quindi di una buona occasione (o di un pretesto, dipende dai punti di vista) per parlare di questo autore, amato da intere generazioni e di cui in questi giorni si parla molto proprio perché sono quarant’anni che quel libro è in giro. La seconda ragione riguarda me: dato che non ho mai approfondito gli scritti di un autore così famoso e onnipresente, questa mi pareva la migliore occasione per farlo. Perché Chatwin ha avuto una vita avventurosa, “da romanzo”. Non è vero? Be’, questo lo vedremo assieme il 16 novembre.

Bobby Sands (1954-1981) // 23/11 //

Avete mai visto Hunger di Steve McQueen? È una pellicola del 2008; cruda, violenta e disarmante. Narra le vicende dei prigionieri politici internati nel carcere di Long Kesh, in Irlanda del Nord. Uno dei quei prigionieri, morto là dentro durante uno sciopero della fame, fu Bobby Sands. Di Bobby Sands sono stati pubblicati alcuni scritti, fra cui il suo diario; si intitola Un giorno della mia vita. Il contenuto di quel libro è il motivo per cui voglio parlarvi di lui, della sua vita e della sua lotta – tema della seconda serata, che si terrà il 23 novembre.

Dian Fossey (1932-1985) // 30/11 //

Il 30 novembre parleremo di scienza e di natura. Lo faremo perché sarà la serata dedicata a una delle più grandi scienziate che la storia ricordi. Lei è Dian Fossey – che, in compagnia di Jane Goodall e di Birute Galdikas – diede vita a uno dei periodi d’oro della ricerca primatologica sul campo. Ma sarà anche una serata tinta di giallo, in quanto la morte violenta di Dian Fossey è ancora oggi avvolta dal mistero. Per cui sì: parleremo di primati (uno dei miei gruppi tassonomici preferiti), ma non solo! Se volete arrivare preparati vi consiglio la visione di un altro film: Gorilla nella nebbia, di Michael Apted (1988), con la mitica Sigourney Weaver nel ruolo della scienziata più amata dai gorilla.

Andre Agassi (1970) // 7/12 //

Può la biografia di uno sportivo diventare un best-seller internazionale? Può. Lo ha dimostrato Open, la biografia di Andre Agassi. Ha venduto moltissimo e moltissimi ne hanno parlato. Il segreto del suo successo? Una vita interessante (ma dai!) e un grande narratore a fare da spalla al biondo-chiomato (un tempo!) tennista simbolo degli anni ’90: J.R. Moehringer (giornalista vincitore del Premio Pulitzer, mica il primo qualunque!). Il 7 dicembre sarà dunque lo sport a essere protagonista. E perché hai scelto di parlare di tennis? Libro a parte, perché è uno sport che mi è sempre piaciuto ma che non ho mai avuto la costanza di praticare.

Dmitrij Shostakovich (1906-1975)

Il 14 dicembre chiudiamo in bellezza con uno dei più grandi compositori del Novecento: Dmitrij Shostakovich. I motivi che mi hanno spinto a scegliere lui come protagonista dell’ultimo incontro sono numerosi: 1) ascoltare Shostakovich è, in un certo senso, una via, fra le tante disponibili, per tentare di comprendere la Russia sovietica, la sua storia e le sue contraddizioni; 2) Shostakovich compare come personaggio in molti romanzi; 3) la sua musica è un vero e proprio moloch, un gigante che va sfidato e affrontato passo dopo passo. E poi, i suoi brani jazz per orchestra hanno stregato anche Kubric

Bene. Ecco le mie motivazioni. Sono sicuro di non essere stato esaustivo e di non avervi detto proprio tutto. Ma è lecito mantenere un pochino di mistero. Il corso, come già vi ho raccontato, si avvarrà di molteplici strumenti: dal racconto alle letture, dagli spezzoni cinematografici all’utilizzo della musica e di mappe più o meno concettuali (!?).

Per tutti i dettagli vi rimando al sito di Babelica, qui.

E vi aspetto, ovviamente, il 12 ottobre per l’open day di Babelica (durante il quale mi potrete chiedere informazioni sul corso; sarò a vostra completa disposizione) e il 16 Novembre per l’inizio del corso!

A presto!

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