A caccia di squali

Ho paura degli squali. Questo credo che, ormai, lo sappiate tutti. Ne scrissi tempo fa sul blog degli Scriptomanti (qui) e ne ho parlato brevemente in questa sede nel primo post del blog di Mako (qui). L’aspetto interessante della selacofobia di cui sono vittima è che si tratta di una fobia settoriale. In che senso? Nel senso che, per esempio, non ho alcun problema a leggere un libro che parla di squali (deve essere senza immagini, però!). Per cui, come dimostra la foto qui sotto, sono un gran consumatore di libri sugli squali e sul mare. Mi piacciono parecchio, da sempre. E, come ricordavo tempo fa, il primo romanzo che lessi nella mia vita fu Sulla rotta degli squali di Wilbur Smith.

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Le mie letture da selacofobico… come potete notare, non ci sono immagini ma disegni! Nota di merito per la fantastica copertina di Iperborea, disegnata da Alessandro Gottardo.

Ho in mente un pezzo sugli squali da molto tempo. Ho colto quindi al volo l’occasione di scriverne quando ho avuto modo di incontrare, durante il Salone del Libro di Torino, lo scrittore e giornalista norvegese Morten A. Strøksnes. Morten ha scritto un libro a dir poco fantastico: si intitola Il libro del mare (in Italia lo ha pubblicato Iperborea, qui la scheda). Probabilmente è il nuovo capolavoro del nature writing scandinavo: è una sorta di diario di pesca che, a tratti, diventa un’enciclopedia del mare. Che cosa c’entrano gli squali? C’entrano eccome, perché tutto il libro è la storia di una caccia (ossessiva, come quella di Achab) allo squalo; ma non uno qualsiasi, lo squalo della Groenlandia! Si tratta di un bestione che s’aggira nelle profondità dei mari del nord, lungo anche sei o sette metri. Qualche tempo fa è diventato famoso perché i media internazionali lo hanno celebrato come uno dei vertebrati più longevi del mondo (e lo è, pare che possa vivere per centinaia di anni!). Il nome scientifico è Somniosus microcephalus, qui trovate qualche informazione in più.

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Il sottoscritto e Morten, il glaciale cacciatore di squali proveniente dalla fredda Norvegia! Anche se, a guardare bene la foto, è come se ci fossimo incontrati nel Borneo Meridionale.

Non mi dilungo oltre, anche perché tutto quello che avevo da dire (o forse no, ne parlerò ancora!) sta scritto nell’articolo. Perché temiamo gli squali? Perché nella maggior parte delle storie che li riguardano, li rappresentiamo come feroci macchine assassine? Come li ha raccontati Morten A. Strøksnes? Il tutto su Il Tascabile. Buona lettura.

LEGGI L’ARTICOLO SU IL TASCABILE

Ringrazio:

  • Francesca Gerosa e Silvio Bernardi di Iperborea;
  • Matteo De Giuli del Tascabile.

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